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Unafacciainprestito [Nella tentazione di essere]
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Curiosità
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Una faccia in prestito
Perchè la faccia che avevi
Una volta è rimasta stampata qui
Nei tuoi modi di fare, nel tuo
Palpitare e distinguerti,
Nella vecchia passione,
Nella tentazione di essere,
Non piangere, coglione, ridi e vai…
(Paolo Conte)

 

 

Fa una canzone senza note nere

“Fa una canzone senza note nere,

se mai bramasti la mia grazia avere.

Falla d’un tuono ch’invita al dormire,

dolcemente facendola finire.

Per entro non vi spargere durezze,

che le mie orecchie non vi sono avvezze”.

(Orazio Vecchi, canzonetta rinascimentale)    



"Di fronte al mare la felicità è un'idea semplice"
(Jean Claude Izzo - Chourmo)

 



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1 novembre 2011
Marta

Marta lo guardò attraversare la strada. La curvatura delle spalle, le lunghe gambe scattanti, i capelli spettinati, tutto le era familiare. Tutto le era estraneo. Si chiese quante volte le sue mani avevano percorso quel corpo, i suoi occhi ne avevano scandagliato i più remoti pensieri, alla ricerca di emozioni, paure, amore. Amore. Era stato amore? O piuttosto passione, un incontro di solitudini e di vite contromano nell’attesa dell’inevitabile schianto? Lo guardava camminare spedito, sul viso quell’aria da guappo, così in contrasto con il rigore della sua morale, con la sua età. Portava un maglione blu. Pensò che non lo aveva mai visto con un maglione. Era d’estate, allora. Aveva nostalgia del profumo della sua pelle, a volte, adesso le sembrava quasi di sentirlo, nonostante lui fosse distante. Ricordò all’improvviso quanto lui la facesse sentire bellissima, il brivido del suo sguardo che indugiava sul suo corpo, l’amore caldo, avvolgente.
E poi ricordò anche il resto, il silenzio, l’incapacità di tradurre in parole i pensieri, in azioni l’amore, in attenzioni l’affetto. L’incapacità di esserci, di possedere, di lottare.
Ma di chi? Ma per cosa? Marta pensò che nessuno di loro l’aveva mai saputo.
Lei era scivolata via senza che lui nemmeno provasse a fermarla.
Marta pensava tutto questo nell’esatto momento in cui lui sollevò lo sguardo. Le sorrise, le tese la mano. Non disse nulla.
Marta si sentì bellissima.

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17 agosto 2011
Pietre e conchiglie

La materia non mente mai. Una pietra è una pietra. Una conchiglia è una conchiglia. Mi piace raccogliere pietre. Anche conchiglie. Lo faccio in modo istintivo. Le infilo in tasca. Poi in un cassetto. O in auto. A distanza di anni sbucano, piccole tracce di cui spesso non ho più memoria. Però le tasto, le soppeso, le tocco, le annuso. Che forma ha questa pietra? Se è tonda è stata trasportata da un fiume. Oppure è piatta, e si è staccata a scaglie da una roccia. E che colore ha? E questa conchiglia? Ancora profuma di mare? Porta ancora con sé tracce di sabbia? Oggi sono in cerca di tesori, apro i cassetti della memoria frugando alla rinfusa, cercando ricordi come conchiglie. O come pietre. Ma i ricordi non sono materia. I ricordi mentono. Li tasto, li soppeso, li tocco, li annuso. Non hanno forma. Nè odore. Non resta neanche un poco di sabbia, lì, sul fondo.




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26 luglio 2011
sentimenti
Altro non resta

Ho varcato la soglia, nuotando nella notte e nel silenzio delle stelle, in un quadrato di cielo urbano racchiuso tra alte mura. Ho seguito la tua traccia, come un bracco ostinato. Mi hanno catturato due laghi grigi, struggenti di malinconia e carichi di futuro. E mentre tutto intorno il vuoto fa un rumore assordante e infuria la guerra tra ragione e sentimento, altro non mi resta che vivere.




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30 giugno 2011
letteratura
IL NUOVO SONETTO A ELENA

Quando tu sarai vecchia, bimba (Ronsard già te lo disse),
ricorderai quei versi che io recitavo.
Avrai i seni tristi d'aver cresciuto i figli,
gli ultimi germogli della tua vita vuota ...
Io sarò così lungi che le tue mani di cera
areranno il ricordo delle mie rovine nude.
Comprenderai che può nevicare in Primavera
e che in Primavera le nevi son più crude.
Io sarò così lungi che l'amore e la pena
che prima vuotai nella tua vita come un'anfora piena
saran condannati a morire tra le mie mani ...
E sarà tardi perché se n'è andata la mia adolescenza,
tardi perché i fiori una volta danno essenza
e perché anche se mi chiamerai io sarò così lungi ...
 

(P.Neruda)


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permalink | inviato da Unafacciainprestito il 30/6/2011 alle 16:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
2 maggio 2011
SOCIETA'
unafacciainprestito, i pronomi relativi e le forze dell'ordine

- Adesso gliela rileggo e poi lei se va bene me la sottoscrive.

- Va bene.

- " ..... la signora intende poi denunciare lo smarrimento della patente di guida che non ricorda il numero"

- "di cui"

- come?

- "di cui". Dovrebbe sostituire il "che" con "di cui".

- va bene. "Denuncia poi lo smarrimento del documento di identità, che non ricorda il numero"

- "di cui

- va bene, "di cui non ricorda il numero. Denuncia infine lo smarrimento di un portafoglio contente carta di credito, che non ricorda..."

- di cui

- va bene," di cui non ricorda il numero, e di denaro contante (pausa di riflessione)... DI CUI ammontava a 50 euro (sguardo trionfante)". Sottoscrive?

- ... Sottoscrivo....(bisogna sapere quando è il momento di arrendersi).




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14 aprile 2011
DIARI
L'amore ai tempi della SIP

Mi ami, ma quanto mi ami? Va detto: non era affatto facile amare al tempo della SIP. Adesso, al tempo della Tim, ad essere romantici son buoni tutti. Facile parlare d’amore al cellulare, immersi in una vasca piena di schiuma, con un bicchiere di buon vino e due olivette e le luci soffuse e i violini in sottofondo. L’amore al tempo della SIP si faceva in piedi, nelle cabine che per bene che ti andasse avevano i vetri rotti, una scritta “Giusepe frocio c’a la mamma putana” sul vetro e un odore persistente di piscio stantìo . E le cabine nel quartiere erano sempre rotte e allora via a camminare (ma le mamme di casa non uscivano mai?) e gli innamorati erano sempre tanti, che sembrava che tutto il mondo traboccasse d’amore perché lì fuori c’era sempre la fila, ma quale romanticismo e romanticismo, allora, è ancora lunga?, un minuto solo, qualcuno c’ha un gettone?, vaffanculo, muoviti cornuto! Eppure l’amore al tempo della SIP era l’amore immaginato, era un sogno a dispetto di tutto, era l’amore eterno e per la vita. E stasera pagherei per una cabina puzzolente, un gettone della Sip, un amore da credere eterno, per il freddo che mi entrava nelle ossa d’inverno e le zanzare che mi martoriavano le caviglie d’estate. O forse pagherei per vent’anni di meno o per una valigia di sogni ancora interi.


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permalink | inviato da Unafacciainprestito il 14/4/2011 alle 20:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
15 febbraio 2011
Il pianista

E’ buio, il teatro. Sul palco l’orchestra termina gli ultimi accordi, ma nessuno sembra accorgersene. Il pianista è lì al centro e muove le mani, tutto attorno è silenzio è commozione, è attesa, è rispetto. E suona tutto il suo corpo, la malinconia del suo viso triste. E tu sai che ad ogni nota è il suo sorriso che vede, è il profumo della sua pelle che sente, è il suo ricordo che si allontana. E quando finisce la musica tutto attorno è silenzio, è commozione, è attesa, è rispetto.  C’è solo una farfallina, su in alto, verso il festone del sipario, che vola piano piano, descrivendo delle ellissi.




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31 gennaio 2011
DIARI
Non-sense

Non leggo più libri che finiscono male, non guardo film con bambini che soffrono, non indosso mai qualcosa di giallo o arancione, non metto nessun profumo, non amo il formaggio grana nel minestrone di verdura, non sopporto le foto scattate in obliquo, non resisto a non correggere chi scrive pò (con l'accento), non uso le suonerie dei cellulari, non mi piace chi non sorride mai, non mi siedo al ristorante dando le spalle alla porta, non mi piacciono i tacchi che riecheggiano, non ho mai mangiato il gelato al puffo, non capisco la musica Metal, non amo i neghittosi, non ho pazienza. Non mi piacciono i numeri pari, in particolare il 6.  Non ho un buon carattere.




permalink | inviato da Unafacciainprestito il 31/1/2011 alle 21:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
24 novembre 2010
DIARI
Ritorni
Spalanca le finestre, lascia che entri il profumo della nebbia e scacci l'aria un po' stantìa delle stanze chiuse. Accendi una musica tutta piena di note, lasciale svolazzare attorno alla candela. Guarda che bella, l'ombra delle biscrome sul muro, sembra un bambù orientale.  



permalink | inviato da Unafacciainprestito il 24/11/2010 alle 17:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
23 novembre 2010
CULTURA
Vieni micio
Vieni micio
scappiamocene di casa io e te
facciamo fagottino
tu con la tua coda nera
io con la mia tra le gambe
mettiamoci in cammino.

Vivian Lamarque



permalink | inviato da Unafacciainprestito il 23/11/2010 alle 21:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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IL CANNOCCHIALE